mercoledì 6 gennaio 2016

Gamers competitivi: gente ad alto tasso di demenza. [AGGIORNATO]


Apro con piacere questo articolone bello grasso e giustamente accusatorio, dopo essermi scontrato con una merdosa mentalità che si insinua nel mondo dei videogames: la mentalità competitiva, particolarmente radicata attorno al genere dei picchiaduro che tanto mi sta a cuore.

Ormai questo pessimo modo di approcciarsi al videogioco sta quasi ovunque. 
Tolte le simulazioni sportive dove è accettabile (essendo appunto simulazioni sportive) e gli sparatutto (di cui me ne sbatto le balle), nei fighting games, la competitività sta andando fin troppo di moda tanto da rompere seriamente il cazzo, offuscando il senso artistico e spensieratamente ludico di certe opere (perché così andrebbero chiamati i videogiochi, picchiaduro inclusi: “opere d’arte interattive”).