mercoledì 14 dicembre 2016

PICCHIADURO: i luoghi comuni da sfatare


Ebbene sì!
Da ieri a questa parte, il celebre genere videoludico denominato “picchiaduro” ha sempre avuto molteplici estimatori, curiosi, haters e anche molte, molte incomprensioni da ogni lato, che hanno generato luoghi comuni parecchio scomodi (e anche parecchio idioti) nel corso degli anni.

Dicerie attive non solo in certe cerchie di videogiocatori un po' ignoranti in materia, ma anche nel mondo dei cosiddetti "hardcoriani" (o espertoni, fate voi) fanatici di E-Sport, che puntando tutto sulla competizione hanno spesso una visione monca del genere trattato, creando ulteriore disinformazione

Vedo di sfatare il tutto nei limiti del possibile, anche se ci sarà sempre qualche becero che vive di congetture generalizzate e idee sbagliate fondate sui trends del momento.

Partiamo.

1) I picchiaduro non hanno trama e i personaggi sono solo un pretesto...


Una delle cazzate più gettonate. 
Si può facilmente smontare sapendo che alcune saghe picchiaduristiche ancora attive come Mortal Kombat o, seppur in maniera minore, Soul Calibur, una trama ed un universo narrativo di crescente importanza li hanno avuti sin dagli esordi.. tanto da tenere testa produzioni di diverso genere. 

Poi, per correttezza, è giusto considerare anche altri picchiaduro arrivati fino ad ora che, seppur in modo altalenante, hanno sviluppato negli anni una lore che tutto sommato esiste, come: il famoso ma sempre più generico Tekken, il crossover SNK al "gusto finocchio" detto King of Fighters, o le "nuove leve" della Arc System... che però peccano su personaggi dotati di scarso appeal, penalizzando così tutto il resto e rimanendo giustamente di nicchia.

Inoltre, per ulteriore correttezza, attualmente possono dire la loro pure: Killer InstinctStreet Fighter (che da quel lato ha sempre arrancato, ma si sta riprendendo visto lo story mode del 5) e Dead or Alive, che dietro alle gnocche in bikini una trama l'ha pure lui -per quanto insulsa.
Mentre invece, saghe alla Virtua Fighter, che da eoni ha una narrazione al limite dell'inesistente, potevano e dovevano impegnarsi di più da quel lato... ma non è che se ci sono certi titoli che hanno tuttora un background scarno, devono andarci di mezzo tutti gli appartenenti alla categoria.

Perchè ovviamente, la storia in certi picchiaduro -soprattutto vecchi- bisogna saperla scovare e metterla insieme fra finali, intro ed altri elementi apparentemente di contorno... cosa non intuitiva, vero, ma ciò non vuol dire che non esista.
In fondo si sa che usare individui di cui si sa qualcosa, dove agiscono e perché fanno questo o quello, è diverso dall'usare fantocci poco caratterizzati di cui non si sa nulla di nulla...
Quindi la completezza, anche di trama, è necessaria.



2) Nel picchiaduro contano solo le meccaniche, il resto è un "contorno" inutile...


Questa è un'esagerazione tipica degli hardcoriani.
Le meccaniche o gameplay sono una parte importantissima, certo, ma ricordiamoci che senza parte artistica e personaggi che stuzzicano l’attenzione del potenziale giocatore, nessuna serie otterrà mai un vero successo; difatti, i picchiaduro che hanno ottenuto più apprezzamenti di pubblico, sono generalmente quelli coi personaggi ed elementi artistici (ambientazione, storia, atmosfera) che fanno più presa sul pubblico, non sempre quelli col migliore gameplay.
Dura da dire, ma i fatti sono questi.

L’esempio è la saga di Mortal Kombat che, oltre a fare vendite maggiori rispetto allo standard dei picchiaduro, ha una fanbase dal '92 appassionata dei suoi personaggi e della sua lore,  senza aver mai curato maniacalmente il gameplay come fanno altri titoli "competitivi" di meno successo...

Altro esempio è Tekken, che pur essendo una rielaborazione più accessibile di Virtua Fighter, ha nettamente surclassato il titolo SEGA grazie a personaggi\storia più accattivanti e un gameplay appunto meno punitivo. 

E citiamo anche i titoli Arc System come Blazblue e Guilty Gear, che per quanto più tecnici di uno Street Fighter a caso, a causa di personaggi dallo scarso appeal non si sono mai veramente imposti sul mercato che conta.


Non che le meccaniche non contino, ci mancherebbe, ma se non sono supportate da una direzione artistica adeguata e una certa completezza generale, buonanotte.



3) Il picchiaduro ha senso solo in "versus-competitivo"... altrimenti non ha SENSO D'ESISTERE.

Certo che no. 
Nessuno toglie che giocare “contro umano” (capace, contro gli asini se ne fa volentieri a meno) sia divertente e\o stimolante... ma personalmente frega proprio un cazzo.
E sono convinto che pure a tanti altri freghi un cazzo di sfidare gente in modo compulsivo.

Dopotutto il picchiaduro non è assolutamente da paragonare a FIFA o a titoli sportivi, perché oltre ad aver creato grandi icone videoludiche ed universi fantastici di tutto rispetto, è l'unico genere che fa prendere il controllo di numerosi personaggi da usare a proprio piacimento, per lottare liberamente contro gli avversari di turno -non necessariamente manovrati da umani- e sfoggiare mosse spettacolari.
Ma vediamo le cose più nel dettaglio...

Ricordiamoci che i Fighting Games nascevano in singolo con l'opzione versus, non il contrario.
I primissimi capitoli di Street Fighter, Art of Fighting e Fatal Fury, erano pensati al 90% per il "single player", con la possibilità -non l'obbligo- di sfidarsi in due (chi non lo sa, vada a ripassarsi un po' di storia). 
In seguito si è dato più spazio agli accorgimenti per il versus-umano, tipo curare il bilanciamento... anche se il grosso del gioco rimaneva e rimane l'esperienza in singolo, dove facendo i vari "Arcade mode" (e derivati con più o meno fronzoli) si può scontrarsi con tutti i personaggi del roster, arrivare agli agognati boss finali e in fine vedere il finale caratteristico di ogni personaggio (quando c'è).

Quindi, le attenzioni al single player sono sempre esistite in tutti i titoli (chi più, chi meno) e sono le basi per giocare senza vincoli da sempre, pure nell'era social dominata dall'online. Dubito che tutti girino per fare tornei o raduni... e dubito che tutti abbiano sempre qualcuno in casa ogni volta che vogliono menarsi digitalmente.
Già ai tempi dei coin-op, fare scontri a 2 non era così usuale: contiamo che un gettone era 500£ e giocare in versus concedeva solo 2\3 round, agevolando solo il più bravo; lo sconfitto perdeva il gettone in pochi minuti e, se voleva fare anche solo 20 scontri da potenziale perdente, doveva sborsare 10.000 £. 


Ecco perchè il cosiddetto "arcade" era (e dovrebbe essere ancora) la modalità principale. 

Giocando Vs CPU c’era sempre la speranza PER TUTTI di far durare di più il gettone e vedere i personaggi\sfondi successivi, per non parlare dei mitici BOSS.
Se fosse per i "competitivi", personaggi come Goro, Shang Tsung, Kintaro, Shao Khan,  M.Bison, Geese Howard, Rugal, Goenitz, Gill e molti altri, non sarebbero nemmeno esistiti...(uno scenario un po' di merda). 


4) Se manca l’online, il picchiaduro fa schifo a prescindere...
Con questa, "moderna" e terribilmente stupida (dato che l’online è in voga solo dalla generazione 360\PS3), ci ricolleghiamo al punto 3.

Se un un picchiaduro ha un pessimo netcode... ma tutti i parametri che costituiscono per davvero il prodotto BASE sono ben fatti, esempio: grafica, animazioni, gameplay, comparto narrativo, personaggi, ecc.ecc... ovviamente è un buon gioco lo stesso.
E mi sembra logico, no? (per molti no) 

Le sole attenzioni all'online, dopotutto, portano a creare prodotti inizialmente mozzati (vedi Street Fighter 5 o Killer Instinct "3"), che potrebbero accontentare solamente i maniaci degli scontri "Vs umano", i quali, non più costretti a radunare gente per sfidarsi, con una connessione a internet hanno il mondo a portata di pad, per comodi match dal divano.


Tutto questo finché i il titolo rimane "in voga" ed i server rimangono attivi... 
Eh sì, perchè una volta chiusi (magari poco dopo il passaggio generazionale) o una volta che la gente sì è stufata per passare al capitolo successivo, quel picchiaduro diventa inutilizzabile online e bisogna ringraziare se si può ancora usare nelle modalità singole, che non prevedono connessione. 
Quindi è meglio che ci si riesca ancora a divertire con le basi del fighting game individuale, senza pensare solo ad usare un picchiaduro per competere e migliorare.

Ormai, pare che i giocatori "hardcore" non riescano più a studiarsi i personaggi di un picchiaduro imparandosi combo e mosse da sfoggiare contro la CPU, ma che ci debba essere per forza il fine di competere contro qualcuno, riducendo le modalità singole ad aggiunte inutili. 
L'utenza picchiaduristica, quindi, sembra divertirsi SOLO se ci sono avversari intelligenti, ignorando che negli action si mazzullano nemici a ripetizione dall'intelligenza altrettanto deficiente. 
Insomma, in quelli va bene pestare nemici meglio possibile, ma nei picchia no... serve a tutti i costi "l'umano".
Valli a capire.




5) I picchiaduro “li sanno fare solo i "Jappi”.


Questa è tipica dei problematici jappo-estremisti, otaku e tutta quella genia lì.

Per quanto i picchiaduro giapponesi, da quelli scrausi a quelli bellocci, siano da sempre in superiorità numerica... Mortal KombatKiller Instinct Injustice, sono l’esempio lampante di saghe fortemente attive di picchiaduro occidentali.

La prima, come tutti sanno, è ancora fra le serie più vendute dal lontano 1992, responsabile in passato di significative innovazioni al genere (fra cui i colpi sbalzanti detti launchers) tanto da aver dato persino vita a cloni più o meno riusciti, come appunto Killer Instinct, la seconda, che se a livello di lore è inferiore rispetto al "padre", almeno come gameplay ha davvero tanto da dire (in certi casi pure al "padre").

La terza invece è relativamente nuova (nata nel 2013), ma essendo sviluppata dagli stessi produttori di MK e basata sull'universo DC, ha già guadagnato abbastanza popolarità da scalare classifiche di vendita rispetto a gran parte dei concorrenti orientali, ed essere pure ammessa a diverse edizioni dell' Evo.
Basterebbero questi tre a smontare la teoria, ma ci sono stati anche altri picchiaduro occidentali degni di nota, come la serie X Men Mutant Academy\Next Dimension, che catturava perfettamente le atmosfere dei comics Marvel ed è durata ben 3 capitoli. Oppure il simpatico e, si dice, tecnico, Skullgirls: a base di mostruose "ragazzine-steampunk" in stile cartoon. 

Sarebbe giusto dire che in occidente sono forse meno fissati con le meccaniche, cercando nella maggior parte dei casi di imbastire un gameplay NON maniacalmente perfetto (che è pure impossibile, nonostante i Jappi si sforzino), ma un gameplay giustamente divertente affiancato da altre attenzioni di completezza generale, che spesso ai titoli giapponesi mancano.




*Luoghi comuni sui singoli picchiapicchia

1) In Tekken si va a caso.


Certo, Tekken è detto anche il picchiaduro "delle signore" e "delle serate alticce"...
Ma no, teoricamente in nessun picchiaduro si dovrebbe andare a caso… nemmeno in Tekken -per quanto ci sia una tale moltitudine di attacchi da favorire la casualità-.
Se vuoi goderti seriamente le potenzialità dei personaggi, pigiare a caso stufa presto (va bene giusto nelle "serate alticce", ma poi basta).
Pure in Tekken, sì.


2) Mortal Kombat campa grazie al “blood and gore”.


Questa la dicono i "MKHaters" dall'esordio, sbagliando categoricamente di decennio in decennio.
Semmai il primo ha fatto un certo successo anche per la violenza, ma la cosa finisce lì.

Il Suo splatter, per quanto stiloso e autoironico, è la ciliegina sulla torta… ma non la torta.
Una serie come MK non va avanti 20 anni SOLO grazie ad una feature che altri titoli\media fanno di più e pure meglio.
Si possono citare parecchi titoli dello stesso genere nati negli stessi anni (Time Killers - 1992, BloodStorm - 1994, Tattoo Assassins - talmente brutto che non l'hanno neanche commercializzato- , Thrill Kill - idem-, Bio Freaks - 1998, Wu Tang -1999 ), che sono stati decisamente più violenti di Mortal Kombat ma che morirono presto e senza il minimo successo... perchè proponevano, oltre ad un gameplay mediocre, personaggi scadenti inseriti uno scarno background che difficilmente poteva entrare nei cuori delle persone. 

Gli haters potranno sempre dire il contrario, ma con una buona documentazione si scoprirebbe che i fatti i sono questi: Mortal Kombat è di successo perchè, a differenza di altri titoli, è una saga completa, che sin dal primo episodio vantava personaggi migliori,(diventati vere icone pop) con design azzeccato e background più sviluppato dei concorrenti, dotati di storie individuali legate fra di loro nella trama portante, attraverso schermate fisse e a volte dei fumetti introduttivi CANONICI fatti dallo stesso co-creatore. Non per niente, dopo soli 3 anni dall'uscita, Hollywood aveva già pensato a farci un film, per non parlare dei vari seguiti, serie TV anche recenti e merchandising di ogni tipo che tuttora continua.

In più le ambientazioni non erano casuali, ma avevano già al tempo un loro motivo spiegato di esistere nell'universo di gioco. Non certo come altri picchiaduro che proponevano aeroporti o tetti di case buttati a caso... se in MK1 si combatteva nella "Tana di Goro", questa era  un punto preciso della ben più grande Isola di Shang Tsung, una location a tutti gli effetti collegata alla storia complessiva, mica un ambiente messo lì per avere uno sfondo.

Dopotutto, per saperlo basterebbe documentarsi e giocarci attentamente (e la gente a questa parola è allergica).


3) Film e serie animate ispirate ai picchiaduro, sono in continuità con l'opera videoludica originale.


Ho sentito anche questa e da ben più di un individuo.
Ovviamente: certo che no (serve spiegarlo, perchè molti non lo sanno proprio).
A parte rarissimi casi come un corto legato a Street Fighter 4 (l'origine di Juri), il resto dei film (anche d'animazione) ispirati ai picchiaduro, non raccontano nulla di ufficiale, è solo materiale liberamente ispirato
Anzi, spesso queste cose peggiorano il lavoro fatto dagli sviluppatori nel gioco originale, il che è tutto dire; in certi casi (come Street Fighter- Sfida Finale o King of Fighters the movie, hanno davvero "sparato sulla Croce Rossa") inserendo o togliendo eventi in modo seriamente inappropriato.
Da denuncia.



4) Dead or Alive vende per la “gnocca”.


Per quanto sia gustoso dirlo, per quanto DoA sia il picchiaduro delle "scimmie" e del "maiali", è quasi impossibile… dato che in TUTTI i picchiaduro (Clayfighter a parte) ci sono figure femminili vestite non proprio da “educande”... quindi no, non vende solo per la "gnocca".

Ok è vero, i personaggi non sono molto iconici, la metà son donnine da paginone di Playboy... e la stessa Tecmo ci da dentro aggiungendo per i combattenti (o meglio per LE combattenti) costumi succinti, bikini pelosi e tutto il pantheon della bassa materia per fappatori seriali...
Ma avrà pur qualche altra qualità sto gioco oltre alle porcellate, giusto? 
Si dice abbia un ottimo sistema di prese e contromosse, per esempio, nonché un certo Hayabusa: il ninja sbudellatore di Ninja Gaiden
Insomma, "non solo figa"... pare.


5) Street Fighter è "il Re".

Ma anche no...siamo realisti.
L'ammiraglio Capcom è solamente uno dei primi picchiaduro di successo commerciale e molto giocato competitivamente, ma definirlo "il Re" per quello è un'idiozia. 

I suoi personaggi, proprio come succede in Tekken, King of Fighters e Virtua Fighter (ispirati fra l'altro dalle generiche tipologie di Street), sono per gran parte delle semplici macchiette prese dal "mondo della lotta", che mancano di un background concreto. Figure ad uso e consumo di soli picchiaduro, incapaci di andare oltre...  per quanto molti siano riusciti bene.
Questo già basterebbe per definirlo un Re fantoccio, ma aggiungiamo inoltre che pure la sua lore ufficiale (film brutti e anime non-canon a parte) è molto essenziale e, nonostante qualche buona idea, necessiterebbe di diversi accorgimenti per diventare almeno paragonabile a chi l'ha migliore... fra poteri dei personaggi messi spesso "a caso" e un filo conduttore della storia per nulla chiaro, almeno fino al cinque (30 anni dopo l'esordio), dove con lo story mode cercano almeno di costruire una trama.

Ma il gameplay è buono ed è solo questo quello che conta...

Forse... se ci si disinteressa del resto, ma un buon intenditore sa che i prodotti si guardano nella completezza.
E sarebbe pure da ammettere che il suo gameplay, discretamente tecnico, se lo si approfondisce rischia di essere definito pure "inutilmente complicato" per via di certe manovre (chi ha detto il Focus Attack Dash Cancel del 4?). 
Quindi il gameplay di SF è buono se lo si vuol vedere come tale, anche se ci sarebbe da discutere, dato che manca di juggling alla MK (o alla Tekken), di una buona varietà mosse (Guile ne ha 2 dal '91... LOL) e combo consistenti, senza contare che fra un capitolo e l'altro non intercorrono gran differenze, ma delle "limature". Che noia.

Chiaramente il "Re" ha anche molti guerrieri carismatici e un'atmosfera colorata tutta sua (non per niente è uno dei miei preferiti), anche se certe beghe bisogna riconoscerle.
E lo dico da fan.



*E questi sono i luoghi comuni dei picchiapicchia trovati per ora, ne verranno fuori altri?
Ai posteri l'ardua sentenza.

7 commenti:

  1. pur non concordando appieno in tutti i punti ammetto che trovo la tua analisi giusta ed ammetto di concordare con diversi punti

    Beppe black red

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  2. Ma Injustice l' hai provato? Meria di essere provato?

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  3. Grazie Beps ;)

    @Anonimo - ancora no, probabilmente proverò la complete!

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  4. Troppo Fanboysmo di MK in questo articolo...

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  5. No, nessun fanboysmo (solo verità).

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  6. Rimanere della stessa idea anche di fronte a prove inconfutabili che ci danno torto. Fa capire di come in realtà la mente umana può essere così subdola e perversa. Basterebbe un silezio a calmare le parti.

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    ...Banalità latente...

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